martedì 20 gennaio 2015

Recensione - Mr.Mercedes

Sono  riprovevolmente indietro con le recensioni questo mese, motivo per cui molto probabilmente non vi parlerò di tutti i libri che ho letto ma solo di alcuni... e potrei anche mischiare le recensioni di dicembre con quelle di gennaio visto che questo mese ho letto pochissimo e che (con grande dispiacere della sottoscritta) sono tornate in pista quelle pessime letture che ti farebbero venire voglia di lanciare il volume dall'ultimo piano dell'Olimpo.
Quindi tiriamoci su il morale con la recensione di un bellissimo thriller che ha sconvolto radicalmente la mia visione del genere.
Titolo: Mr.Mercedes
Autore: Stephen King
Prezzo: 19,90
Editore: Sperling&Kupfer
Trama: All'alba di un giorno qualsiasi, davanti alla Fiera del Lavoro di una cittadina americana colpita dalla crisi economica, centinaia di giovani, donne, uomini sono in attesa nella speranza di trovare un impiego. Invece, emergendo all'improvviso dalla nebbia, piomba su di loro una rombante Mercedes grigia, che spazza via decine di persone per poi sparire alle prime luci del giorno. Il killer non sarà mai trovato. Un anno dopo William Hodges, un poliziotto da poco in pensione, riceve il beffardo messaggio di Mr. Mércedes, che lo sfida a trovarlo prima che compia la prossima strage. Nella disperata corsa contro il tempo e contro il killer, il vecchio Hodges può contare solo sull'intelligenza e l'esperienza per fermare il suo sadico nemico. Inizia quindi un'incalzante caccia all'uomo, una partita a scacchi tra bene e male, costruita da uno Stephen King maestro della suspense. Un thriller ad alta tensione, con due antagonisti: il sanguinario Brady - Mr. Mercedes - che ignora il significato della parola coscienza, e l'ironico Hodges, superlativo erede del Marlowe di Chandler, dolente e assetato di giustizia.


[...]Sinceramente suo, L'Assassino della Mercedes


Questo romanzo è stato per me una grandissima scoperta, se mi seguite da qualche mese avrete sicuramente sentito almeno una volta una delle mie discussioni sull'indecisione e la titubanza che mi colgono sempre quando devo affrontare un thriller. Purtroppo non si tratta del mio genere preferito, amo i gialli e gli horror, ma non la mescolanza di entrambi. Il che risulta piuttosto assurdo. L'unico ingrediente che mancava perché io m'innamorassi di questo genere e decidessi di dargli molte altre possibilità prima di etichettarlo era la magica penna di Stephen King.
Ho espresso i miei dubbi riguardo a questo autore ai tempi di "La bambina che amava Tom Gordon" (di cui potete facilmente trovare la recensione sul blog) che non mi aveva fatto impazzire, ma è stato un ottimo trampolino di lancio per spingermi a dare una seconda possibilità all'autore senza aspettarmi troppo, e di conseguenza regalarmi una lettura senza eguali.

Ormai sa che la gente si suicida per mille altri motivi. Magari soltanto perché si annoia a guardare i programmi televisivi del pomeriggio.

Amo lo stile di King, i suoi personaggi sono perfetti, realistici, credibili e non supereroi mancati. I dialoghi sono stupendamente perfetti e ogni piccolo particolare riesce ad essere gestito alla perfezione allo scopo di avere un fine nella storia, l'intreccio è magistralmente perfetto.
Io mi sono innamorata di Janey, è una donna fortissima, ironica, caparbia, gentile, vivace, inarrestabile. Ma sa soffrire, sa mettersi al suo posto e tacere... un personaggio a dir poco meraviglioso.
Non mi sarei mai e poi mai aspettata che un libro di questo genere fosse in grado di farmi piangere, pensavo puntassero solo sull'effetto sorpresa della scoperta del colpevole... invece si è professata tutta la mia ignoranza perché non ho fatto che piangere per pagine e pagine.
Rimanerci male per particolari stupidi, gioire per successi fasulli. Stephen King mi a preso in giro con la semplicità con cui avrebbe rubato una caramella ad un bambino.
Per questo provo per lui un odio principalmente composto da stima ed ammirazione.
Indubbiamente un grande scrittore, con idee ancora più grandi di lui e con un talento per l'inchiostro donato certamente dalle divinità in persona.
Leggerò sicuramente altro di suo, senza ombra di dubbio. Anzi, ormai sono quasi certa che lui sia una vera e propria garanzia quindi non appena attraverserò un periodo di letture orribili sarò più che felice di immergermi in uno dei suoi mondi meravigliosi.


In conclusione si tratta sicuramente della lettura su questo genere migliore che io abbia mai fatto, leggera (l'ho divorato in tre giorni), sorprendente e capace di lasciare emozioni durature. Stephen King è un maestro, non ho altro da dire.

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