mercoledì 28 gennaio 2015

Monthly Recap #3 - Gennaio, Pochi ma buoni... anzi, no.

Dovrei studiare? Si, la mia coscienza mi sta urlando dietro come una pazza perché è tutto il giorno che non faccio assolutamente nulla e lunedì avrei ben quattro materie. Sono una pessima persona. Visti poi anche tutti gli impegni del weekend (sciiiiiii, neveeeee, cioccolata caldaaaaa) non credo proprio che avrò tempo di recuperare. Perciò che ci faccio qui? Mi rovino la vita, ovvio!
Bando alle ciance e cominciamo a presentare i libri che ho letto questo mese, purtroppo intaccato da una pessima, pessima lettura.
  • Percy Jackson: Lo scontro finale - Rick Riordan, L'ultimo libro della prima saga di Percy Jackson e, per quanto mi concerne, il migliore dei cinque. Le rimpatriate fra dei e semidei sono sempre le mie scene preferite e poi finalmente, dopo tanta estenuante attesa... nup. Niente spoiler! Muahahaha *evil genius*
  • La prima cosa che guardo - Grégoire Delacourt, Che. Cosa. Diavolo. E'? Non ho ancora trovato una risposta a questa domanda ma so per certo che questo... coso, non è un libro. Una delusione astronomica, lo stile dell'autrice (o autore? Bah) semplicemente non c'è e questo libro ha finito per rovinarmi un'attrice che amo, in quanto ha recitato in uno dei miei film preferiti. Uno schifo, spero di avere il tempo di farne la recensione così potrò spiegarmi meglio.
  • La meccanica del cuore - Mathias Malzieu, Si tratta di uno dei miei generi preferiti, e cioè quello che a me piace chiamare il "genere Tim Burton". Quei romanzi anche per ragazzi che però hanno significati davvero profondi e sono tinti di un'atmosfera cupa e inquietante in grado di camminare in bilico tra la realtà e la pazzia. Un genere così sottovalutato da non avere nemmeno un nome... vergogna. Il romanzo mi ha colpita, stimolata, cambiata, è una vera e propria opera del genere, a mio parere.
  • I giorni oscuri - Manel Loureiro, Vi ho fatto da poco la recensione del primo volume (Apocalisse Z) di questa trilogia horror post-apocalittica che io adoro. Il secondo volume (in lettura in questo periodo) non mi sta affatto deludendo, anzi, visti tutti questi imprevisti sono sempre più curiosa di sapere quale gran finale aspetti i nostri protagonisti!
Purtroppo questo si prospetta un mese molto molto impegnativo, per non parlare dei prossimi, tra viaggi a Bruxelles, Volterra e scambi culturali (e sessione di studio intensivo per rivendicare la mia reputazione di matematica) non avrò molto tempo per leggere, tanto meno per il blog. Quindi non so proprio quando e soprattutto quanto spesso ci rivedremo, in ogni caso, conoscete qualcuno dei libri sopra citati? Cosa ne pensate?

martedì 20 gennaio 2015

Recensione - Mr.Mercedes

Sono  riprovevolmente indietro con le recensioni questo mese, motivo per cui molto probabilmente non vi parlerò di tutti i libri che ho letto ma solo di alcuni... e potrei anche mischiare le recensioni di dicembre con quelle di gennaio visto che questo mese ho letto pochissimo e che (con grande dispiacere della sottoscritta) sono tornate in pista quelle pessime letture che ti farebbero venire voglia di lanciare il volume dall'ultimo piano dell'Olimpo.
Quindi tiriamoci su il morale con la recensione di un bellissimo thriller che ha sconvolto radicalmente la mia visione del genere.
Titolo: Mr.Mercedes
Autore: Stephen King
Prezzo: 19,90
Editore: Sperling&Kupfer
Trama: All'alba di un giorno qualsiasi, davanti alla Fiera del Lavoro di una cittadina americana colpita dalla crisi economica, centinaia di giovani, donne, uomini sono in attesa nella speranza di trovare un impiego. Invece, emergendo all'improvviso dalla nebbia, piomba su di loro una rombante Mercedes grigia, che spazza via decine di persone per poi sparire alle prime luci del giorno. Il killer non sarà mai trovato. Un anno dopo William Hodges, un poliziotto da poco in pensione, riceve il beffardo messaggio di Mr. Mércedes, che lo sfida a trovarlo prima che compia la prossima strage. Nella disperata corsa contro il tempo e contro il killer, il vecchio Hodges può contare solo sull'intelligenza e l'esperienza per fermare il suo sadico nemico. Inizia quindi un'incalzante caccia all'uomo, una partita a scacchi tra bene e male, costruita da uno Stephen King maestro della suspense. Un thriller ad alta tensione, con due antagonisti: il sanguinario Brady - Mr. Mercedes - che ignora il significato della parola coscienza, e l'ironico Hodges, superlativo erede del Marlowe di Chandler, dolente e assetato di giustizia.


[...]Sinceramente suo, L'Assassino della Mercedes


Questo romanzo è stato per me una grandissima scoperta, se mi seguite da qualche mese avrete sicuramente sentito almeno una volta una delle mie discussioni sull'indecisione e la titubanza che mi colgono sempre quando devo affrontare un thriller. Purtroppo non si tratta del mio genere preferito, amo i gialli e gli horror, ma non la mescolanza di entrambi. Il che risulta piuttosto assurdo. L'unico ingrediente che mancava perché io m'innamorassi di questo genere e decidessi di dargli molte altre possibilità prima di etichettarlo era la magica penna di Stephen King.
Ho espresso i miei dubbi riguardo a questo autore ai tempi di "La bambina che amava Tom Gordon" (di cui potete facilmente trovare la recensione sul blog) che non mi aveva fatto impazzire, ma è stato un ottimo trampolino di lancio per spingermi a dare una seconda possibilità all'autore senza aspettarmi troppo, e di conseguenza regalarmi una lettura senza eguali.

Ormai sa che la gente si suicida per mille altri motivi. Magari soltanto perché si annoia a guardare i programmi televisivi del pomeriggio.

Amo lo stile di King, i suoi personaggi sono perfetti, realistici, credibili e non supereroi mancati. I dialoghi sono stupendamente perfetti e ogni piccolo particolare riesce ad essere gestito alla perfezione allo scopo di avere un fine nella storia, l'intreccio è magistralmente perfetto.
Io mi sono innamorata di Janey, è una donna fortissima, ironica, caparbia, gentile, vivace, inarrestabile. Ma sa soffrire, sa mettersi al suo posto e tacere... un personaggio a dir poco meraviglioso.
Non mi sarei mai e poi mai aspettata che un libro di questo genere fosse in grado di farmi piangere, pensavo puntassero solo sull'effetto sorpresa della scoperta del colpevole... invece si è professata tutta la mia ignoranza perché non ho fatto che piangere per pagine e pagine.
Rimanerci male per particolari stupidi, gioire per successi fasulli. Stephen King mi a preso in giro con la semplicità con cui avrebbe rubato una caramella ad un bambino.
Per questo provo per lui un odio principalmente composto da stima ed ammirazione.
Indubbiamente un grande scrittore, con idee ancora più grandi di lui e con un talento per l'inchiostro donato certamente dalle divinità in persona.
Leggerò sicuramente altro di suo, senza ombra di dubbio. Anzi, ormai sono quasi certa che lui sia una vera e propria garanzia quindi non appena attraverserò un periodo di letture orribili sarò più che felice di immergermi in uno dei suoi mondi meravigliosi.


In conclusione si tratta sicuramente della lettura su questo genere migliore che io abbia mai fatto, leggera (l'ho divorato in tre giorni), sorprendente e capace di lasciare emozioni durature. Stephen King è un maestro, non ho altro da dire.

lunedì 12 gennaio 2015

Recensioni 2015

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Recensione - Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo

In questo periodo ho avuto proprio tempo zero per dedicarmi al blog, non sono stata presente sul blog di nessuno e mi sono persa moltissimi post. Tra l’altro ho anche letto poco, durante le vacanze non ho letto quasi nulla, è stato un periodo orribile, ma la scuola mi fa sempre tornare la voglia di isolarmi in un altro mondo quindi, per quanto suoni contraddittorio, sono piuttosto contenta di averla riiniziata. Allora direi di cominciare subito a parlare di questi quattro volumi che tanto mi hanno tenuta impegnata questo mese… la recensione dell’ultimo arriverà a parte una volta che l’avrò finito.








Titolo: Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo
Autore: Rick Riordan
Prezzo: 5,00 (potere dei volumi economici, a me! MUAHAHAH)
Editore: Mondadori
Trama: (La trama, ovviamente, è solo quella del primo volume, per non rischiare di fare spoiler) Percy Jackson non sapeva di essere destinato a grandi imprese prima di vedere la professoressa di matematica trasformarsi in una Furia per tentare di ucciderlo. Le creature della mitologia greca e gli dei dell'Olimpo, in realtà, non sono scomparsi ma si sono semplicemente trasferiti a New York, più vivi e litigiosi che mai. Tanto che l'ultimo dei loro bisticci rischia di trascinare il mondo nel caos: qualcuno ha rubato la Folgore di Zeus, e Percy dovrà ritrovarla al più presto. Scagionando dalle accuse di colpevolezza Poseidone, dio del mare e padre perduto, che l'ha generato con una donna mortale facendo di lui un semidio. Nuove gesta e antichi nemici aspettano Percy Jackson, ostacolando la ricerca della preziosa refurtiva, mentre le parole dell'Oracolo alludono a un oscuro verdetto: un amico tradirà...

Gli dei dell'Olimpo sono ancora vivi...

Allora, vorrei cominciare ammettendo di essere partita prevenuta, non avevo sentito parlare troppo bene di questa saga e visto che anche nei film avevo trovato non poche incongruenze non ero troppo fiduciosa. Devo essere grata al lato diffidente di me perché, proprio grazie alla sorpresa che ho avuto nel trovarmi davanti una storia così carina, sono riuscita ad apprezzarli.
La trama non è molto complessa, fondamentalmente si basa su una guerra fra dei e titani, una rievocazione dell’antica guerra avvenuta ai tempi della caduta di Crono, ovviamente ambientata ai nostri giorni e con l’introduzione degli “Eroi”. Semidei figli di un dio e di un essere umano (niente di scandaloso per chi sceglie un liceo classico e si ritrova centinaia di versioni su questi dei e sui loro dannati figli).
Inutile dire che la trama è originale, insomma, tra vampiri, lupi mannari e chi più ne ha più ne metta, gli dei hanno portato una ventata d’aria fresca nel mondo del fantasy per ragazzi.
Lo stile di Riordan è piuttosto semplice, non descrive molto lo stato d’animo dei personaggi e non è molto introspettivo, tanto che per i primi due volumi di Percy sappiamo solo che è facilmente irascibile a causa della sua iperattività e che è impulsivo. E’ quasi come se lo scrittore avesse dovuto prenderci la mano prima di cominciare a sentirsi a suo agio con la penna, i primi volumi sono superficiali, tentennanti… lo sviluppo della storia è ottimo ma se avessi dovuto valutare solo i primi due non sarei stata affatto convinta. E’ dal terzo che cominciamo ad avere un’idea di ciò che da fare il nostro caro Rick, non è certo il più grande scrittore di tutti i tempi, ma nell’ambito della letteratura per ragazzi ritengo sia uno dei prodotti più validi.
(Dobbiamo infatti ricordare che sarebbero libri destinati ad un pubblico dai dodici ai quattordici anni, ma ovviamente noi li leggiamo lo stesso perché siamo trasgressivi *yeah*)
Devo dire che ho adorato il rapporto che si crea tra i personaggi di Rick, il modo in cui ognuno di loro si sia caratterizzato (come dicevo prima, a partire dal terzo volume) fino a finirmi dritto ne cuoricino. Mi piace Percy, strano ma vero, apprezzo un protagonista. Non sopporto Annabeth, ma non nego che insieme siano semplicemente adorabili! *shipshipshipship* eeeee… adoro Rachel, mi piace molterrimo.

Non è il tipo di libro introspettivo al punto da strapparmi delle lacrime per una morte, ma è il tipo che ho voglia di leggere ogni giorno in autobus dopo nove ore di scuola. In grado di tenerti in tensione senza mai farti dare di matto, una saga davvero carina, l’ultimo mi sta piacendo da impazzire! *Oh my goooosh*


In conclusione, si tratta di una storia semplice ma originale, adatta per essere letta a tutte le età e capace di appassionarvi. Una lettura leggera per staccare da qualche volume un po’ più impegnativo, nulla di indimenticabile ma certamente in grado di strapparvi qualche risata e di rilassarvi.