venerdì 19 dicembre 2014

Recensione - Cercando Alaska

Ultima recensione del mese, ragazzi! Ho tre giorni liberi questo weekend quindi c’è la possibilità che io prepari qualche post, in modo da non lasciare il blog  completamente vuoto durante il periodo natalizio… tra pochi giorni arriveranno le letture, sia quelle del mese (con rispettivo sondaggio in modo da votare le prossime recensioni) sia quelle di tutto l’anno! Quindi muoviamoci e parliamo un po’ di questo capolavoro.
Titolo: Cercando Alaska
Autore: John Green
Prezzo: 15,00
Pagine: 299
Editore: Rizzoli
Trama: Miles Halter, sedici anni, colto e introverso, comincia a frequentare un'esclusiva prep school dell'Alabama. Qui lega subito con Chip, povero e brillantissimo, ammesso alla scuola grazie a una borsa di studio, e con Alaska Young, divertente, sexy, attraente, avventurosa studentessa di cui tutti sono innamorati. Insieme bevono, fumano, stanno svegli la notte e inventano scherzi brillanti e complicati. Ma Miles non ci mette molto a capire che Alaska è infelice.


La prima sbronza e il primo scherzo.
Il primo amico e la prima ragazza.
Le ultime parole.



Cosa dire? Non saprei da che parte cominciare a essere onesta, questo è diventato in assoluto uno dei miei libri preferiti, mi è piaciuto almeno il triplo di quanto mi sia piaciuto “Colpa delle stelle”, quindi vi lascio immaginare.
Questo romanzo parla di Miles, un ragazzino come un altro, insicuro, nuovo a tutto. Parla di Alaska, esuberante, lunatica, popolare, ma bisognosa di dire addio, come se fosse in trappola. Parla di crescita, di paura, di adolescenza, di amore, di odio, di sesso, di avventura. Parla di noi, tutti noi, dal primo all’ultimo, del modo in cui decidiamo di affrontare la vita e quello che ci butta addosso, delle nostre passioni e delle cose a cui ci aggrappiamo insistentemente per fingere di avere un’idea di chi siamo. Insomma, questo romanzo è la verità su carta, la cruda verità sbattuta in faccia come uno schiaffo. Perché al centro del nostro mondo ci siamo noi, ma per il mondo non siamo nessuno.

I giovani si credono invincibili. E' vero. La disperazione non fa per noi, perché niente può ferirci irreparabilmente. Ci crediamo invincibili perché lo siamo.

La forza con cui ogni frase di Green mi ha colpita mi ha lasciata stupefatta, avevo bisogno di finire al tappeto, mi sono rialzata dieci volte più forte di prima, lo stile di Green rimane quello che vi ho presentato con “Colpa delle stelle”, fluido, riflessivo, altamente filosofico eppure molto semplice. La filosofia vista con gli occhi di un sedicenne,l’adolescenza è senza ombra di dubbio il vero campo di battaglia di Green, è semplicemente geniale. Anche l’idea di incentrare tutto il romanzo su un evento in particolare ed intitolare i capitoli “Un mese prima”, “Due settimane prima”, “Un giorno prima”, “Dopo”. Mi ha steso, sul serio. In un certo senso sapevo che il colpo di scena sarebbe stato quello ma non mi aspettavo proprio che mi lasciasse così di stucco. Che la reazione di Miles potesse toccarmi così tanto.

"Lo sai chi ami, Ciccio? Tu ami la ragazza che ti fa ridere, che ti fa vedere i prono e beve vino con te La stronza pazza e scorbutica non puoi amarla." E a dire il vero era più o meno così.

Alaska è un personaggio complicato, sarà difficile affezionarcisi davvero. All’inizio non potevo sopportarla, era così lunatica, sempre indecisa, un secondo prima un abbraccio e quello dopo un pugno. Ma si arriva a conoscerla molto meglio verso metà libro, il suo personaggio si sviluppa in un intrico d’insicurezza e carisma, quasi opposti tra di loro, così capaci di convivere. Alla fine sono finita come Miles, dal non capire nulla di lei, al credere che sarebbe stato meglio non averci nulla a che fare, all’innamorarmi perdutamente della sua pazzia. Ho ancora, quindi, sentimenti contrastanti a riguardo. Ed è giusto così, è esattamente questo che Green voleva ottenere.

Prese una matita e cominciò a scribacchiare furiosamente come se avesse appena fatto una scoperta matematica, quindi tornò a guardarmi. "Ho fatto due calcoli, e sono giunto alla conclusione che sei una merda."

Non credo di aver mai letto nulla di così realistico anche a livello di dialoghi, di carattere. Ho finito il romanzo tra lacrime e applausi, davvero un colpo da maestro. Perché questo romanzo non è una storia d’amore, è la storia di come l’amore avrebbe potuto esserci, e di come il destino faccia schifo.


In conclusione si tratta di una lettura in grado di aprirti gli occhi sulla realtà in modo talmente crudele da lasciarti quasi un vuoto dentro, che colmerà con comprensione, accettazione, crescita, e frasi semplicemente meravigliose. Un romanzo che mi ha cambiato la vita.

3 commenti:

  1. Anche a me è piaciuto molto :)

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  2. @Ilenia @Ika non so perché il mio telefono ha deciso che non mi fa più rispondere direttamente ai commenti. Bah. Comunque sono molto felice che vi sia piaciuto!

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