sabato 13 dicembre 2014

Recensione - Apocalisse Z

Ed eccomi qua, dopo svariati giorni di assenza, con un minuto libero e una recensione da scrivere. Si tratta di uno dei libri a cui, moralmente parlando, sono più affezionata (nonostante l’abbia letto solo l’estate scorsa) perché mi ha introdotta al mondo dell’horror vero e proprio, con nessun accenno di  Urban Fantasy o paranormal…
Titolo: Apocalisse Z
Autore: Manel Loureiro
Prezzo: 16,60
Pagine: 415
Editore: Nord
Trama: Ha trent'anni. È un avvocato. Vive in una cittadina della Galizia, in Spagna. Come tutti, apprende la notizia dalla televisione: in una piccola repubblica del Caucaso, un gruppo di guerriglieri ha preso d'assalto una base militare russa. Un "normale" atto terroristico in una delle zone più turbolente e instabili del pianeta? Così sembra. Ben presto, però, s'insinua il sospetto che sia successo qualcosa di più grave. Qualcosa che non può essere controllato. Un'esplosione atomica? Un virus? Tra lo sconcerto generale, la Russia annuncia la chiusura delle proprie frontiere e, nel giro di pochi giorni, tutti i Paesi dell'Unione Europea fanno lo stesso. Poi intere città vengono isolate e messe in quarantena. Poi entra in vigore la legge marziale. Ma è tutto inutile. Ormai niente è più come prima. Non c'è elettricità, manca l'acqua potabile, la benzina è finita, gli scaffali dei negozi sono vuoti. Nessun uomo gira per le strade. Perché chi lo fa non è più un uomo. È diventato uno zombie. Ha trent'anni. È un avvocato. Vive in una cittadina della Galizia, in Spagna. E forse è l'unico sopravvissuto all'Apocalisse Z...

Sono qui.
Li vedo dalla finestra.
Ce ne sono decine, centinaia, migliaia.
Sono ovunque.
Che Dio mi protegga...


Vi avevo già anticipato che probabilmente (fortunatamente per me) non avreste visto per un po’ recensioni negative, quindi mi sembra superfluo dirvi che questo libro mi è piaciuto davvero tantissimo.
Sono un’amante dell’horror (forse del thriller un po’ meno, ma questo è un discorso da trattare in un’altra recensione il mese prossimo) e non potevo non farmi prendere da una zombificazione di massa, se devo essere sincera questo è l’unico libro che ho letto a riguardo ma io AMO gli zombie (cucciolottiiiii) e di sicuro questa trilogia non sarà l’ultima.
Avete capito bene, si tratta di una trilogia di romanzi horror postapocalittici, e per una volta mi sento di dire che sono più che felice che non sia un romanzo autoconclusivo perché mi sono innamorata perdutamente dello stile dell’autore, che è davvero un maestro dell’angoscia e che mi ha stupito non poco.
Questo è il bello dei romanzi horror, non si tratta di spaventi, ma di un’angoscia continua lungo tutto il corso della lettura tempestata da momenti di tensione e paura. Un mix perfetto per passare delle bellissime serate in casa con le finestre e le porte sbarrate (bellissime, come dicevo, sisi). Mentre leggi vieni percorso da un senso di impotenza altissimo, ma il vero terrore comincia quando metti giù il libro e non sai se andare o no in bagno per paura di aprire la porta.

"Siamo sull'orlo di un abisso e non gli viene in mente nulla di meglio che iniziare una guerra.
Piuttosto tipico del genere umano, d'altra parte."

Un genere che brilla di perle nascoste e autori sconosciuti che meriterebbero molto di più, descrizioni perfette e registri narrativi intrecciati alla perfezione (il libro comincia come un blog, per poi passare ad un diario e alla descrizione momentanea, senza dare mai alcun fastidio o senso d’incompletezza al lettore).
I personaggi sono un punto di forza perché, trattandosi di un postapocalittico, sono ovviamente pochissimi. All’inizio abbiamo solo la compagnia del nostro protagonista, che impariamo a conoscere alla perfezione (insieme a quella palla di pelo de suo gatto), poi ci verrà presentato un ex marine dell’unione sovietica del quale io ho avuto modo d’innamorarmi. Ma non come quando si parla di un UF e ci si innamora di un personaggio solo perché è “troppo figo”… NO. Parlo di vera e propria affinità con il personaggio, mi ha regalato emozioni stupende.
Un’unica cosa: questo è un romanzo che apprezzate davvero solo se, come la sottoscritta, sugli zombie non avete mai letto nulla, in quanto non si può proprio dire che sia la cosa più originale mai vista, anche se io mi sono innamorata comunque delle ambientazioni e delle sequenze d’azione. Quelle nell’ospedale poi… ok, va bene, sto zitta.
Per rimarcarlo per l’ennesima volta ci tengo a dire che i protagonisti non sono adolescenti e non sopravvivono solo grazie ad un sedere grosso come una casa, no, perché non è un UF. E l’avrò detto già un trilione di volte ma è sempre meglio ripeterlo. Qui una ferita è una ferita, e non è guarita nella pagina dopo, qui la perdita di un oggetto o di una scorta significa morte certa, non trovano cibo e accoglienza ovunque vadano. Questo è un vero horror. Guardatevi le spalle.


In conclusione, è una lettura travolgente accompagnata da uno stile molto fluido, nulla di nuovo per chi ha visto "The Walking Dead" o cose del genere, ma non possiamo certo aspettarci che gli zombie ballino la break dance sulle note di una cornamusa, no?

4 commenti:

  1. Mmmm mi sembra davvero una lettura nelle mie corde!! Gli zombie non sono i miei mostri preferiti, ma in chiave horror e postapocalittica mi piaceranno sicuramente! Mi è venuto in mente il romanzo Io sono leggenda , dove non erano esattamente zombie, ma sono curiosa di fare un confronto tra i due libri!!

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    1. Sono felice che ti interessi! Oddea "io sono leggenda" lo devo leggere da davvero tantissimo tempo... è che ho così tanti libri in WishList che non ho mai modo di occuparmi specificatamente della parte "zombie"... vorrei leggere anche la trilogia "epidemia Z" e "World War Z"... le trame mi hanno preso moltissimo e non ho mai modo di comprarli, uff...

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  2. Okay. Devo leggerlo.
    Ultimamente ho un debole per gli zombie, soprattutto dopo aver visto la serie Z nation.

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    1. Sarei felicissima di averti fatto conoscere un piccolo capolavoro horrorifico ahahahaha io amo gli zombie da sempre, un tempo amavo tutte le creature del panorama horror ma poi sono arrivati gli Urban Fantasy e hanno deciso che tutti sono adorabili e cucciolosi, anche quando hanno zanne lunghe due centimetri e il loro più grande desiderio è ucciderti. L'unica creatura che non hanno "rovinato" troppo è stato proprio lo zombie... quindi è l'unica creatura che io amo ancora senza remore. Ahahahahah

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