lunedì 3 febbraio 2014

Recensione - La bambina che amava Tom Gordon

Questa recensione ha tardato molto a venire... avevo bisogno delle parole giuste.
Titolo: La bambina che amava Tom Gordon
Autore: Stephen King
Prezzo: 9,90€
Pagine: 298
Data di pubblicazione: 1° edizione - 1999



TRAMA: La piccola Trisha, 9 anni, ha commesso un'imprudenza: stanca dei litigi famigliari persino in gita sui monti Appalacchi, ha imboccato un sentiero diverso, finendo per smarrirsi nella foresta. All'inizio l'aiutano l'istinto di sopravvivenza e la provvidenziale saggezza dell'infanzia, ma soprattutto l'ascolto, nel suo walkman, delle partite dei Red Sox, la squadra di baseball dove gioca il mitico Tom Gordon, il suo eroe. Poi, però, la sua fiducia comincia a calare: "qualcosa" la insegue e la spia nascosto tra gli alberi.

Questa recensione... ci ho messo un po' a decidermi a scriverla perché, come sapete, questo è stato il libro con cui mi sono approcciata allo stra-fenomeno Stephen King il cui epiteto sembra essere "dallo stile superbo". Ed è andata esattamente come mi aspettavo, niente di più, niente di meno. Stephen King ha uno stile abbastanza fluido anche se un po' carente nei dialoghi (parlo di quelli che la bambina ha con sé stessa, essendo, in gran parte, l'unico personaggio del libro)... per esempio il fatto che sia un bambina e che quindi impari le espressioni dai suoi genitori è buono, ma devono essere espressioni naturali, esclamazioni spontanee! Invece quelle di questa bambina sono fintissime e stra-forzate come: "Porca Troccola!" o "Accivacci!"... seriamente?
Quindi ok, già dalle prime pagine ho dato un punto in meno al nostro caro Stephen per l'impersonificazione che il lettore dovrebbe essere in grado di avere con il personaggio.
Un'altra cosa che mi ha lasciata un po' perplessa è stato lo sviluppo della storia. Cioè, l'idea è buona, l'insieme di avvenimenti e di sfortune sono realistici. Così realistici che non ho capito se gli elementi horror-fantasy come "Il sacerdote-vespa" e quello strano "orso-re di qualcosa" fossero reali o allucinazioni. Io ho optato per la seconda e sono andata avanti con la storia ma vi assicuro che questa cosa del non capire mai cosa stesse succedendo (tra l'altro perché un assurdo "sacerdote-vespa" dovrebbe avercela con una bambina di nove anni?) mi ha rovinato immensamente la lettura.
Per il resto, come dicevo, le situazioni sono spesso realistiche ed è ottimo che il lettore sia portato a chiedersi "io cosa farei se...?", in più lo stile è fluido e la storia è buona.
Una cosa che ho adorato è stata la protagonista, a parte le sue esclamazioni insensate, è una bambina davvero intelligente, anche se a volte mi sono trovata ad urlare alle pagine perché non condividevo una sua scelta...
Fatto sta che quando ho finito il libro al ristorante ho pianto davanti a tutti - "e lacrime silenziose caddero sui suoi spaghetti dei quali non ricorda il nome perché era roba strana in giapponese, quando appoggiò il libro sul tavolo...".
Ho deciso che leggerò sicuramente un'altro libro di King, si è rivelato esattamente quello che immaginavo (come mi sembra di avervi accennato nella recensione della biblioteca dei morti per Glenn Cooper) un ottimo scrittore di Horror un decisamente meno buono scrittore di Thriller. Se continuerò a leggere cose sue mi terrò certamente sulla sponda Horror.

A questo libro ho dato: 3 stelle e mezza
Le rimanenti 1 e mezza sono state tolte a: "Ma come cavolo parla 'sta bambina!?" e "Fermi tutti! Cosa diavolo sta succedendo!?" penso di essermi spiegata.

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