mercoledì 15 gennaio 2014

Recensione - Flatlandia

Allora, Creature, anche oggi torno con una "Recensione" (anche se dopo vi spiegherò meglio di cosa si tratta... e salto la rubrica giornaliera, purtroppo non sono andata avanti con le letture quindi il post sarebbe esattamente identico all'ultimo.

Titolo: Flatlandia
Autore: E.A Abbott
Prezzo: 8€
Data di pubblicazione: 1° edizione - maggio 1993, 20° edizione - maggio 2012




TRAMA: "Il mondo... è una superficie piana come quella di una carta geografica, sulla quale i flatlandesi scivolano senza sovrapporsi. La loro è una società rigidamente gerarchica: la casta più vile è quella delle donne, semplici righette con sulla punta un occhio, come aghi; viste dall'altro estremo, le donne diventano invisibili, così che a loro basta rivoltarsi per scomparire. Se un maschio per caso s'imbatte nell'invisibile didietro di una donna, può rimanerne trafitto, per ciò la legge impone alle femmine l'obbligo di dimenarsi sinuosamente, senza sosta, per evitare incidenti".

Non fatevi ingannare dal titolo! Questa non è una recensione, non potrei mai "recensire", cioè esporre idee ordinate o critiche, un libro che non ha una trama, no? Cioè, potrei... ma sarebbe più un semplice pensiero, che è quello che farò io ora.
Questo libro è semplicemente un lunghissimo film mentale dello scrittore su come sarebbe vivere in un universo a due dimensioni. Fa in modo che il lettore si interessi con pazienza al mondo nebbioso in cui il protagonista (che è niente poco di meno che l'autore stesso che si definisce un quadrato) vive, parlando ci della storia del luogo, dei metodi di riconoscimento, della gerarchia, ecc...
I personaggi sono inesistenti, non avendo trama non c'è bisogno nemmeno di personaggi caratterizzati, è semplicemente un lungo monologo. Stesso il motivo che do' all'assenza dei dialoghi.
Tutta via il lettore viene trascinato in questo universo parallelo con tutte le sue possibili conseguenze al punto di non sentirne la mancanza, il libro è piccolino e scorre velocemente ma bisogna essere dotati di una fantasia sopra le righe per seguire con cura ogni esposizione di Abbott. Che, lasciatemelo dire, ha uno stile superbo, descrive in modo ottimo e spesso l'ironia velata in alcune frasi ti strappa un sorriso, l'unica cosa che non mi ha convinto del tutto ma che ho accettato con un'alzata di spalle vista la superiorità di tutto il resto, è l'oggetto "donne, esseri inutili e inferiori con una mentalità pari a 0". Come potete immaginare per una femminista come me è stato difficile da mandare giù, ma la cosa si è semplificata nel corso della lettura quando il nostro caro quadrato ci lascia intendere che quella società ha paura delle donne, le teme. E lui le rispetta. Comunque la cosa mi sta ancora in gola, ma ora è più facile non pensarci.
Non è affatto un libro per tutti, il 99% della popolazione mondiale lo troverebbe estremamente noioso, ma io mi sono divertita a fare questo viaggio "geometrico" e al contempo fantasioso tra mondi paralleli, a esplorare l'immagine di una quarta o una quinta dimensione, un Dio che non possiamo vedere perché potrebbe far parte di una dimensione che non percepiamo. Non so, se per voi è così ma per me queste cose sono ALTAMENTE interessanti e questo libro l'ho adorato.
Nonostante sia sicura che molti di voi non lo apprezzeranno, io lo consiglio, così... per provare.
A questo libro ho dato: 4 stelle
L'unica rimanente è stata tolta a: Niente in particolare solo che proprio non me la sento di inserirlo nella categoria dei "preferiti per tutta la vita", quindi preferisco mantenermi sulle 4...

Nessun commento:

Posta un commento

Lasciate un segno del vostro passaggio, ne ho bisogno per capire quali post preferite :3