venerdì 13 dicembre 2013

Recensione - "La saga di Terramare" Le tombe di Atuan

Titolo: Le tombe di Atuan
Serie: La saga di Terramare
Autrice: Ursula K. Le Guin
Prezzo: 22€
Pagine: solo secondo libro - 168; tutto il volume - 1487
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: Prima edizione italiana - 2003; questo volume - 2013

TRAMA: Nel mondo incantato di Terramare, fatto di arcipelaghi e acque sconfinate, un giovane pastore possiede il dono di parlare agli animali e piegarli alla sua volontà con misteriosi sortilegi. Non sa ancora di essere Ged, il grande mago destinato a sconfiggere le forze dell'oscurità che minacciano di sopraffare il suo mondo. Solo il duro e avventuroso apprendistato presso la Scuola per Maghi dell'isola di Roke lo renderà degno di diventare il Signore dei Draghi e di sfidare le potenze del Male. Ma lungo il percorso, in un viaggio che lo spingerà oltre il regno della morte, incontrerà un nemico inaspettato: la propria ambizione e il desiderio di potere. che lo costringeranno a misurarsi con l'Ombra e minacceranno di annientare l'unico eroe in grado di riportare la magia in una terra che ne ha disperato bisogno.

Non so perché ma ho il presentimento che questa recensione sarà irrimediabilmente corta... beh si, potrò parlarvi solo della trama del libro in sé e non dello stile delle descrizioni e cose varie che riguardano la scrittura... questo perché ve ne ho già parlato nella recensione di "Il Mago" però speravo di trovare qualcos'altro da dire... speranza vana, a chi importa che sia natale?
Allora, cominciamo.
Una bambina di cinque anni e dal meraviglioso nome di Tenar ci viene presentata nelle prime pagine, e subito dopo capiamo essere la protagonista di questo romanzo. Subito mi sono chiesta cosa diavolo centrasse questa sfortunata ragazzina con la storia di Ged, il grande mago che avevo imparato a conoscere nel libro precedente, e questo mio quesito mi accompagnerà fedelmente fino a una cinquantina di pagine dalla fine del libro.
A ogni modo, Tenar, secondo un gruppo di Sacerdotesse del Re Dio, è la reincarnazione della somma Sacerdotessa, discendente degli antichi Dei Atuan. Perciò a cinque anni viene strappata alla sua famiglia e portata a vivere con altre coetanee al tempio di Atuan. Tenar, secondo la tradizione, è soltanto un guscio, un guscio in cui l'anima immortale della prima sacerdotessa riprenderà vita, più semplicemente "colei che viene inghiottita" o Arha (nella lingua dei Karg).
Ora che la nostra protagonista prende il suo nuovo nome noi cominciamo ad ambientarci sul terreno delle Tombe di Atuan e colleghiamo alcuni pezzi del puzzle che ci erano stati consegnati durante la lettura del primo romanzo. Ad Atuan, infatti, è custodito il prezioso anello di Erreth-Akbe, nascosto nella stanza del tesoro al centro del labirinto.
Quealcosa che la nostra piccola sacerdotessa Arha non sa, infatti, è che proprio sotto al territorio delle Tombe che lei conosce così bene, si estende un immenso labirinto e che lei ne è sovrana.
Le sacerdotesse che si prendono cura di lei le insegneranno ad orientarsi al buio utilizzando solo il tatto come senso d'orientamento in quelle enormi caverne. Ogni giorno, Arha scenderà nelle grotte e le esplorerà, per mesi e mesi passo dopo passo. Fino al giorno in cui quando scenderà nella grotta questa, per la prima volta dopo miliardi di anni, sarà illuminata. La luce fioca di una torcia che, con quell'umidità, non durerà molto, la luce di Ged. Scatta l'allarme intruso e Ged viene messo a morte in una delle stanze di tortura del labirinto, ma Arha, incuriosita dalla vita fuori dalle Tombe, scenderà tutti i giorni intrattenendosi in chiacchiere con lui e continuerà a farlo anche quando scoprirà che le sue severissime insegnanti/sacerdotesse l'hanno osservata attraverso degli spiragli per tutto il tempo...
Arha, Kossil, Manan e Ged sono dei personaggi stupendi, per quanto in questo volume la vena descrittiva sia decisamente meno spiccata per quanto riguarda la descrizione caratteriale dei personaggi decisamente più "a 360°" è la visione che abbiamo del paesaggio circostante: La casa piccola, il dormitorio, la sala del trono, la collina delle Tombe... per non parlare delle descrizioni meravigliose che vengono date del labirinto e di come effettivamente sia facilissimo perdervisi.
I dialoghi in questo romanzo sono ancora minori rispetto a quelli del precedente, ma non posso che amarli sempre di più... soprattutto il caratterino dispettoso di Arha che si riconosce benissimo nelle parole che usa.
Beh, come penso ormai abbiate notato, amo questa saga e non vedo l'ora di leggere il terzo libro.



A questo libro ho dato: 5 stelle
NON CI SONO STELLE RIMANENTI








Nessun commento:

Posta un commento

Lasciate un segno del vostro passaggio, ne ho bisogno per capire quali post preferite :3