domenica 15 dicembre 2013

Recensione - La Biblioteca dei Morti

Finalmente internet è tornato a funzionare decentemente *shocked* e io sono qui con una recensione relativamente vecchia ma che non ho mai avuto modo di postare... La biblioteca dei morti (Tam tam Taaaaammm...).

Titolo: La biblioteca dei morti
Serie: Trilogia della biblioteca dei morti
Autore: Glenn Cooper
Prezzo: 5€ (ATTENZIONE! Io ho l'edizione della Tea scontata)
Editore: Tea (prima ristampa)
Data di pubblicazione: Prima edizione per la Nord - 2009, seconda edizione per la Tea - 2010, ultima ristampa Tea - 2013


TRAMA: A New York un serial killer semina morte e terrore. Le vittime non si conoscono, non hanno niente in comune... eppure in mistero lontano nel tempo e nello spazio collega i loro nomi. Nel deserto del Nevada, nel laboratorio governativo più misterioso del mondo, in una stanza a dodici piani di profondità, c'è un archivio, una Biblioteca cui hanno accesso pochissime persone al mondo. L'autore di quella monumentale opera, Octavus, era il settimo figlio di un settimo figlio, nato a Vectis, una piccola isola della Britannia, il 7 luglio del 777. Un ragazzo dotato di un potere misterioso che conduceva la sua mano sulla pergamena, facendogli compilare un lungo elenco di nomi e di date.

Premettendo che sto scrivendo questa recensione mentre mangio degli ottimi soldi di cioccolata, probabilmente nel corso della scrittura i soldi mi si scioglieranno in mano e io sporcherò la tastiera, e mi arrabbierò...però mangiare cioccolata mi calma anche, ed è questo ciò di cui ho bisogno per questa recensione: calma. Perché sapete che mi infervoro sempre quando parlo di libri che non mi piacciono... no, non tanto che non mi piacciono, ma più che altro che sono costellati di scene stupide o inutili. Tadaaa, ve ne presento uno. Ok, non partiamo con così tanta negatività, infondo non è pessimo, è una buona lettura solo che il nostro caro Glenn, come altri miliardi di scrittori di thriller, ha un problema (si, stavolta partiamo parlando dello stile dell'autore, e vabbé, è andata così ^^). Il problema è il seguente: l'eccessività. Quando decidi di scrivere un thriller, non serve essere eccessivi con i capitoli, con la suspense... anzi, tutto il contrario! Un thriller ti deve prendere alla gola, e non lasciarti mai più, poi quando la parte investigativa è finita, deve prenderti allo stomaco come un pugno per la parte horror. Questa mi è sembrata una cosa che Cooper non sa fare, anzi, di capitoli interessanti ce ne sono circa una decina ma sono divisi da altri capitoli che sono stati messi lì, inutilmente, apposta per creare suspense. A volte ci sta, che per mantenere l'interesse di un capitolo che era stato particolarmente pieno di avvenimenti l'autore decida di interrompere con un capitolo più calmo durante il quale il lettore ha la possibilità di arrovellarsi su come va a finire la storia. Ma si tratta di un capitolo di stacco che molto spesso serve per raccontare una storia parallela (il linguaggio segreto dei fiori ha questa struttura, per esempio) non di ben DUE o addirittura TRE capitoli che non centrano niente l'uno con l'altro, che potrebbero tranquillamente essere saltati e che distruggono l'interesse che il lettore aveva nel raggiungere il seguito del "capitolo interessante". Quindi ricapitolando, la struttura dei capitoli divisa in "uno si e uno no" è un'ottima idea per un thriller, se non viene usata in modo eccessivo.
Questa cosa alla fine scompare, gli ultimi tre o quattro capitoli, sono interessantissimi e ben scritti tanto che si leggono alla velocità della luce nonostante siano una buona cinquantina di pagine.
Nessuna sa quanto avrei voluto che tutto il libro fosse incalzante come il finale.
La trama è originale, molto articolata anche se ci sono cose che mi hanno lasciata perplessa in una maniera assurda perché si denota una particolare "deficienza" dei personaggi. Ergo: sono degli stupidi dal primo all'ultimo. Sono falsi, stereotipati e prevedibili, non posso dire che li ho odiati perché soltanto un personaggio che è ben fatto e che ha un carattere delineato di può odiare o amare, questi non mi hanno fatto né caldo né freddo. Ritornando a parlare delle "cose che mi hanno lasciata perplessa", nella parte di libro ambientata a New York si svolge la parte 'giallo', cioè i due detective che non fanno che ripetere le stesse frasi all'infinito... ma ok, surclassiamo, ciò che mi ha sconvolto è che loro sanno che il loro assassino manda sempre la lettera alla vittima, con scritta la data della morte, sanno che queste persone non hanno assolutamente nulla in comune ma continuano a pensare che sia UN serial killer. Io sono arrivata dopo cinque pagine a un risultato estremamente più realistico e veritiero (tanto che se non ci fosse stata la componente Fantasy-Medioevale probabilmente il libro sarebbe davvero finito così): un SETTA! (?) come fanno dei grandissimi detective dell'FBI a non pensare che dietro degli assassini completamente diversi tra loro con solo una cosa in comune possa esserci una setta? (Che poi il risultato che mi è venuto in mente non è nemmeno tanto lontano dalla realtà perché il tutto si ricongiunge in Nevada con l'area 51, che è una specie di enorme setta di stato...).
Ora ignoriamo l'ordine ridicolo dei capitoli e la stupidità dei personaggi e parliamo delle cose che mi sono piaciute e che mi hanno portato a dargli la sufficienza di 3 stelle:
1) La trama molto originale e, verso la fine, anche abbastanza incasinata che , ci tengo a ripetere SOLO VERSO LA FINE, è anche molto interessante da seguire.
2) Lo stile dell'autore, che per quanto non sia fatto esattamente per i thriller, non è certo un incapace, la sua abilità va riconosciuta.
3) Il fatto che, a parte per quei capitoli da suicidio, sia una lettura leggera e veloce che si fa in qualche giorno e non ti distrugge il cervello per le due settimane seguenti (vedi il codice Da Vinci)
Quindi, in conclusione, il libro non è illeggibile, anzi è una lettura leggera per chiunque abbia voglia di avvicinarsi al genere thriller o per chi ne cerca uno da leggere in poco tempo. Io leggerò sicuramente Il libro delle anime (il secondo capitolo della trilogia) per vedere se riesce a prendermi un po' di più ora che conosco già l'autore...



A questo libro ho dato: 3 stelle
le due rimanenti sono state tolte a:
-Personaggi
-Gusto personale (quei capitoli inutili e messi li solo per spessore non mi sono proprio andati giù).


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