venerdì 25 ottobre 2013

Recensione - Wintergirls

Titolo: Wintergirls
Autore: L.H. Anderson
Prezzo: 6,90
Pagine: 336
Editore: Giunti
Data di pubblicazione: settembre 2010














TRAMA: Lia e Cassie sono amiche fin dall'infanzia, ragazze congelate nei loro fragili corpi, in competizione in un'assurda gara mortale a chi tra loro sarà più magra. Lia conta maniacalmente le calorie di tutto ciò che mangia e, se eccede nel cibo, ricorre ai lassativi. Si sfinisce di ginnastica per bruciare i grassi e si riempie d'acqua per ingannare la bilancia quando i suoi genitori la pesano.
Nel suo romanzo più toccante e poetico, l'autrice bestseller L.H. Anderson esplora l'impressionante discesa di una ragazza nel vortice dell'anoressia.

Ah. Un altro libro difficile... speravo che col tempo ci avrei preso la mano, ma a quanto pare ci saranno sempre libri che non riuscirò mai a recensire.
Wintergirls è il primo libro riguardante il tema dell'anoressia che leggo e mi è piaciuto moltissimo sperimentare quest'argomento, soprattutto avendolo fatto tra le pagine di questo splendido romanzo.
Non saprei dire esattamente che emozioni mi ha lasciato, sono tantissime e contrastanti.
I personaggi sono ottimamente caratterizzati e i dialoghi sono perfetti (come sempre adoro sottolineare questa frase).
Lia ci si presenta già dalle prime pagine come una ragazza malata, con un inverosimile squilibrio ormonale e una pessima situazione familiare.
Quando la sua migliore amica muore, lei continua a vederla sotto forma di fantasma e Cassie (questo è il nome dell'amica) le annuncia che presto anche lei morirà e potranno stare di nuovo insieme.
Lia è anoressica, questo si capiva già dalla trama, ma poterla seguire nella sua vita quotidiana è stato strano. Restare li impotenti, a leggere di lei mentre di fa del male... è inquietantemente stupendo.
L'autrice scrive in modo semplice e fluido, trasportandoti perfettamente tra i confusi pensieri di Lia e nella sua vita trasandata.
Le ambientazioni sono descritte molto bene.
L'unica cosa che mi ha fatta storcere il naso è stato un continuo senso di Deja-vu, ma non per colpa del romanzo, semplicemente perché lo stile della Anderson è molto simile a quello di Deborah Ellis (la scrittrice del coraggio della libellula).
Non sono nemmeno stata aiutata coi nomi dei protagonisti considerato che le due figure principali a parte le protagoniste si chiamano rispettivamente Cassie e Casey...
Insomma, non è certo colpa dell'autrice se ha questo stile (che, ribadisco, a me piace moltissimo) ma mi è capitato più di una volta di dover fermare la lettura per ricrearmi in testa il personaggio di Cassie perché, senza pensaci, le avevo fatto spuntare i lunghi capelli rossi e gli shorts di Casey.
Nonostante questo ho apprezzato il libro MOLTISSIMO (soprattutto quel piccolo particolare chiamato Elijah...).
Oh.My.Goddes io lo adoravo... Avrei voluto gli venisse dato più spazio... almeno fino alla sua ultima apparizione (Chi l'ha letto probabilmente sa perché, e probabilmente ci è rimasto allo stesso modo...).
A questo libro ho dato: 4 stelle
L'unica rimanente è stata tolta a: 
- Senso di Deja-vu

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